La Storia della nostra Parrocchia
La Parrocchia di Gesù Lavoratore di Borgo San Dalmazzo nasce nel 1965 su incarico affidato da Mons. Tonetti, vescovo di Cuneo, a Don Luciano Pasquale.
La Vigilia di Natale dello stesso anno avviene l’inaugurazione nella sede provvisoria.
La prima pietra posta della nuova costruzione è posta nel 1970.
Il nuovo Centro Parrocchiale intitolato al Beato Carlo Acutis, adiacente alla chiesa, è stato inaugurato il 10 Ottobre 2021.
Chi Siamo
Raggiunto l’importo previsto tramite donazioni!
In concomitanza con i giorni della Pasqua di quest’anno, è avvenuto un traguardo importante per la nostra Parrocchia: è stato raggiunto l’importo di 100.000 euro, previsto di raccogliere tramite donazioni, per il Nuovo Centro Parrocchiale “Carlo Acutis”, del progetto Nuove Opere Parrocchiali.
Un grazie di cuore a quanti hanno donato!
Perché dove due o tre
sono riuniti nel mio nome,
io sono in mezzo a loro.
Vangelo del Giorno
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Sabato 28 Marzo : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 11,45-56.
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione». Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?». -
Sabato 28 Marzo : Giuliana di Norwich
Una volta il nostro buon Signore mi ha detto: "Tutto andrà a finire bene"; un’altra volta ha detto: "Lo vedrai tu stessa: tutto volgerà al bene". In queste due parole, la mia anima ha capito (…) che lui voleva che sapessimo che fa attenzione non solo alle cose nobili e grandi, ma anche a quelle umili, piccole, poco elevate, semplici. Questo vuol dire quando dice: "Ogni cosa, qualunque sia, finirà bene". Vuole che capiamo che anche la più piccola cosa non sarà dimenticata. E vuole che capiamo che molte azioni sono così gravi ai nostri occhi e provocano tali grandi mali che ci sembra impossibile possano mai andare a buon fine. Perciò ci affliggiamo e ci lamentiamo a tal punto da non trovare più la pace nella beata contemplazione di Dio, come dovremmo. Infatti quaggiù ragioniamo in modo così cieco, così basso, così semplicista che ci è impossibile conoscere la alta e splendida sapienza, potenza e bontà della beata Trinità. (…) E’ come se Dio dicesse: “Abbiate cura ora di credere e di avere fiducia in me e alla fine vedrete tutto nella verità e dunque la pienezza della gioia”. (…) C’è un’opera che la Santissima Trinità compirà l’ultimo giorno, secondo me. Quando e come quest’opera sarà fatta, nessuno al di fuori di Cristo lo sa e lo saprà prima del suo compimento. (…) Se Dio vuol farci sapere che farà quest’opera, è perché siamo più a nostro agio, più tranquilli nell’amare, e smettiamo di fissare lo sguardo su tutte le tempeste che ci impediscono di gioire veramente in lui. Tale è la grande opera ordinata da nostro Signore da tutta l’eternità, tesoro profondamente nascosto nel suo benedetto seno e conosciuto da lui solo. Per quest’opera farà in modo che tutto finisca bene, poiché, come la Santissima Trinità ha creato ogni cosa dal nulla, così renderà buone tutte le cose che non lo sono.
Preghiera del Mese
«Non siamo fatti per una vita dove tutto è scontato e fermo,
ma per un’esistenza che si rigenera
costantemente nel dono, nell’amore.
E così aspiriamo continuamente a un
“di più” che nessuna realtà creata ci può dare;
sentiamo una sete grande e bruciante a tal punto,
che nessuna bevanda di questo mondo la può e stinguere.
Di fronte ad essa, non inganniamo il nostro cuore,
cercando di spegnerla con surrogati inefficaci!
Ascoltiamola, piuttosto!
Facciamone uno sgabello su cui salire per affacciarci,
come bambini, in punta di piedi,
alla finestra dell’incontro con Dio».
Leone XIV






